Il concetto di azienda etica… questa è la mia visione.

 

Buongiorno, che piacere rivederti su questa pagina!

In questo mercoledì “quasi natalizio”, il mio pensiero va sempre nella direzione di come poter migliorare la mia professionalità, la nostra azienda e di conseguenza aiutare in modo ancora più efficace i nostri clienti.

Aiutare è uguale a pericolo?

Le parole di per sé non hanno altro significato che quello che gli assegniamo.

Quando ero uno studente, “spazzino” o “bidello” non erano termini offensivi.

Sono diventati invece termini con un significato lievemente spregiativo, esclusivamente perché qualcuno gli ha assegnato quel valore in modo arbitrario, e tutte le altre persone, sono state d’accordo su questo.

Non è successo altro. E così’ è per tutti quei termini che in questi anni hanno assunto un significato volgare, offensivo o discriminante.

Se non ci credi fai un test: pronuncia un’offesa con l’idea di fare un complimento. Forse non ti riuscirà subito semplice. Ma se insisti e ci riesci, toccherai con mano che le parole hanno solo il significato emotivo che affibbiamo loro.

Le parole non sono importanti quanto le azioni. Se vuoi capire il giusto valore di una persona, di un’azienda o di un governo, tappati le orecchie e osserva le sue azioni. Solo questo ti dirà con chi hai a che fare.

Ora, dopo tutto questo preambolo, torniamo all’aiuto.

Molte volte quando qualcuno offre “aiuto” siamo sospettosi, giusto?

Magari pensiamo ci sia un secondo fine, ed alle volte è vero, e molte volte nel passato magari lo è stato.

Ma come abbiamo visto, dobbiamo andare oltre al significato emotivo del termine.

Se hai problemi ad accettare l’aiuto, sicuramente quando qualcuno ti dice “posso aiutarti” oppure “quello che voglio è solo il tuo bene” allora sentirai una risposta emotiva istantanea di diffidenza, come fosse un segnale di pericolo!

Eppure, ogni business si basa su questo concetto, il concetto dell’aiuto, di quanto siamo utili ai nostri clienti ed alla società.

Lo so, di solito parlo di marketing e qui sto parlando di filosofia.

Ma penso che il dovere di ogni azienda, e in verità di ogni lavoratore, dirigente, impiegato o imprenditore, sia quello di svolgere al meglio il proprio compito con l’obiettivo di un miglioramento, non solo per sé stesso o la propria azienda, ma per tutta la società.

Certo, perché un mercante di armi è utile ai suoi clienti, ma qual è l’utilità dei suoi clienti per la società?

La sola logica del profitto non basta, è pericolosa. Basti pensare a quanto know how è stato passato praticamente gratuitamente, alle aziende cinesi in nome di un profitto personale.

Nel lungo termine si è rivelato un boomerang per la nostra economia.

Una visione più ampia è necessaria.

Le scelte vanno valutate per tutte le aree che ne sono influenzate, solo così potremo essere certi di prendere decisioni più giuste che sbagliate (gli assoluti non esistono).

E il primo fondamento per un’azienda, che ne determina il suo successo ed espansione è: quanto di aiuto può essere?

L’attività principale del marketing è quella di scovare una domanda e soddisfarla, oppure creare una domanda e soddisfarla.

domanda = necessità oppure domanda = desiderio

Quindi il marketing è fondamentale per ogni attività, e non fa altro che aiutare le attività ad aiutare.

Ma chi determina il significato delle parole, chi decide il senso e la portata delle proprie azioni e responsabilità sei sempre tu!

Chi scrive  -io – è tutt’altro che perfetto, ma il mio scopo è semplicemente quello di aiutare le aziende a crescere e migliorare il proprio business.

Questa è la mia visione di business etico, quella fondamentale.

E tu, hai una tua visione? Cosa ne pensi?

Scrivimi, mi farebbe piacere.


Mauro Apperti

M. 329 0428 990

E. [email protected]

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    Benvenuto in casa nostra!

    Benvenuto in casa nostra!

    Questo è il saluto che tu, metaforicamente parlando, porgi ai visitatori che navigano sul tuo sito web aziendale.

    Accomodati, guarda pure in ogni angolo, sentiti libero di scoprire quali libri ho in libreria, se c’è polvere in giro e se la casa è abbastanza ordinata, se i muri hanno bisogno di una rinfrescata e se in generale la casa ti sembra accogliente e rilassante o sicura per viverci, o anche solo per soggiornarvi brevemente.

    Non so voi, ma io quando entro in casa o in ufficio di altre persone, osservo. Osservo questi dettagli che alle volte rivelano aspetti e abitudini di quell’azienda o persona. Nel bene e nel male.

    “Accomodati, guarda pure in ogni angolo”

    Quando un visitatore entra nel tuo sito web, lo stai facendo accomodare in azienda. Che tu abbia o meno foto di uffici e area produttiva, la persona “entra” in azienda e si fa un’idea di te e dei tuoi servizi/prodotti.

    Fra l’altro non è vero che la prima impressione non conta. Certo deve essere confermata… ma ha valore!

    “Sentiti libero di scoprire quali libri ho in libreria”

    Le tue referenze, i tuoi lavori, i prodotti e i risultati ottenuti. Ci sono nel tuo sito? Come sono esposti? Sono ordinati? Altamente estetici? Fanno emozionare anche solo nel guardarli? Aspetti importanti che ti assegnano un punteggio agli occhi di un potenziale cliente.

    Fra l’altro anche la foto di un ingranaggio, se studiata, realizzata e proposta con cura ti può fare emozionare. E le emozioni… aiutano molto la vendita.

    “C’è polvere in giro e la casa è abbastanza ordinata?”

    Com’è la navigazione sul sito? Facile? Intuitiva, logica e ordinata con tutte le informazioni a disposizione e facilmente accessibili? La grafica è abbastanza attuale e adatta ai gusti del periodo?

    Tutto questo rende gradevole e utile la visita per il navigatore e… anche questi aspetti formeranno la sua opinione sulla tua azienda.

    Fra l’altro la grafica ha una sua importanza. Oggigiorno mode e design cambiano velocemente. Osserva una camicia o un abito di soli 3 o 4 anni fa… potrebbero sembrarti “vecchi”. Stessa cosa per la grafica.

    “I muri hanno bisogno di una rinfrescata?”

    Le tue informazioni sul sito web sono aggiornate? Hai un’area news in cui l‘ultima notizia risale al 2018? Oppure hai scritto “ecco il nostro nuovo sito web…” e poi un deserto desolante per la mancanza di altre informazioni?

    Che ne diresti di un rappresentante o consulente che viene a trovarti con scarpe rovinate o sporche? Ecco un sito non aggiornato fa lo stesso effetto.

    In poche parole, non devi sottovalutare quello che comunichi quando fai entrare qualcuno nella tua azienda, fisicamente o in modo digitale attraverso un sito web.

    Non è vero che il sito web NON comunica. Comunica SEMPRE e se non è curato, aggiornato, facile da usare, ecc., comunica un’impressione NEGATIVA dell’azienda.

    Quindi se vuoi dare un vero benvenuto ai visitatori… preparati, riordina pulisci e rendi accogliente la tua casa.

    Il primo passo non sono i tecnicismi informatici, ma una chiara strategia di comunicazione di cui il sito è solitamente in pilastro, specialmente nel B2B.

     

    Se hai qualsiasi dubbio, o desideri un chiarimento, sono sempre a disposizione.

    Fammi sapere.

    Mauro

    Inbound Marketing: il tuo sito riesce ad attrarre, convertire e soddisfare i tuoi potenziali clienti?

    Il marketing tradizionale è morto?

     

    Chiamate rifiutate, e-mail non aperte, annunci pubblicitari ignorati grazie alla funzione “skip” (salta annuncio, pensiamo ai contenuti commerciali sui video You Tube).

     

    Il Marketing Push è sempre più difficile da applicare: gli utenti non vogliono più essere “bombardati” con comunicazioni commerciali impersonali e poco utili.

    Quello che cercano è un contenuto personale e di qualità, pensato proprio per loro.

     

    È l’ Inbound Marketing – il marketing in entrata – ed è un tipo di marketing fatto per soddisfare le persone e i loro bisogni, prima ancora che quelli dell’azienda.

    In entrata, perché attira a sé gli utenti, anziché colpirli con una comunicazione unidirezionale. Ma per farlo, ci vogliono professionalità, competenza, costanza e, non ultimo, ascolto.

    Ascolto dell’utente, di quello che si dice in rete, e anche di quello che non si dice.

    Sì, perché spesso i bisogni degli utenti – che sono i tuoi futuri leads, cioè coloro che, se sei bravo, dimostreranno un interesse verso te e la tua azienda – sono inespressi, o comunque, ben nascosti: ed è proprio compito del web marketer scoprirli.

    Come “ascoltare” gli utenti della rete?

     

    Sfruttando senza pietà tutti i canali comunicativi che oggi il web mette a disposizione, e che sono appunto il luogo privilegiato dove le persone, e quindi i tuoi futuri clienti, “stanno” e amano parlare.

    Sì, anche di te.

    Se stanno parlando di me è già qualcosa, penserai.

    Certo. Ma non è sufficiente: una buona strategia di marketing presuppone anche un controllo della qualità della comunicazione, e quindi della reputazione aziendale.

     

    Le persone parlano bene della tua azienda? O ne parlano male? E se ne parlano male, perché lo fanno?

     

    È probabile che non siano soddisfatte del servizio che offri e/o del modo in cui lo comunichi.

    Hai mai pensato che il tuo sito web non è solamente una vetrina aziendale, ma è anche un catalizzatore potente in grado di attrarre persone a te sconosciute che tuttavia potrebbero essere dei visitatori qualificati interessati al tuo business (i cosiddetti buyers)?

    Un sito web, se correttamente gestito e implementato, è in grado di generare un traffico che, costantemente alimentato, porta inevitabilmente ad un aumento delle visite qualificate, e – quindi – delle vendite.

    Un sito web non è qualcosa che si compra e poi si “parcheggia”: un sito web richiede un aggiornamento e un refresh continui, sia in termini di software, che di contenuti.

    Il contenuto, in particolare, deve essere SEO friendly – cioè pensato per un’ottimizzazione dei contenuti sui motori di ricerca – e social friendly – ovvero deve trovarsi nel posto giusto, al momento giusto. Ah, non dimenticare di ottimizzare la user experience, ovvero l’usabilità effettiva del tuo sito, che deve essere – sempre – di facile navigazione.

    Creare contenuto valido e interessante, ottimizzarlo per i motori di ricerca e condividerlo sui social: se farai questo, allora il tuo sito riuscirà ad attrarre visitatori qualificati che entreranno nel famoso funnel del marketing (letteralmente “imbuto”; nell’ambito marketing il funnel è il percorso che porta un utente a diventare visitatore, lead, cliente e, infine, promotore della tua azienda), per poi uscirne trasformati in clienti.

    Clienti che saranno i primi promotori della tua azienda, e sui quali non dovrai mai smettere di investire.

    Un sito web – quindi – per essere tale e generare traffico convertibile in ritorno economico, deve essere sempre aggiornato, fresco e, soprattutto, integrato in una strategia marketing completa e ad ampio respiro.

     

    Contattaci per conoscere i nostri servizi web e scoprire che cosa possiamo fare per il tuo sito e per la tua azienda.

    Il cookie è morto… evviva l’e-mail marketing.

     

    Titolo un po’ provocatorio lo ammetto, ma il mio intento è di catturare l’attenzione, per poi passarti il messaggio, come dovrebbe fare ogni buon annuncio pubblicitario, digitale o cartaceo che sia. Giusto?

    Sia come sia, nei prossimi mesi, o quasi sicuramente entro il 2022, la pubblicità digitale e le attività marketing digitali si troveranno ad affrontare un cambiamento molto, molto importante.

    Un veloce passo indietro cosa sono i cookie.

    Il concetto e il termine cookie, che letteralmente significa “biscotto”, derivano da una tecnica nota in ambiente informatico già dagli anni ’80 e utilizzata per poter identificare uno specifico software che si connette ad un server.

    Il loro primo utilizzo in ambito web risale al 1994 quando furono usati per controllare se i lettori del sito di Netscape, allora famoso browser per la navigazione, lo avessero già visitato in precedenza o meno.

    Nel 1995 la gestione dei cookie è stata integrata in Internet Explorer, e da lì in avanti l’evoluzione e la diffusione di questi cookie è stata costante.

    In poche parole il cookie può essere utilizzato, ma ci sono anche altri utilizzi, per avere un sistema che consente di creare un profilo dell’utente tramite il tracciamento della sua navigazione sul web

    Quali siti visita, quali filmati o foto guarda, da quali pagine entra, da quali pagine esce, cosa ricerca su Google, e via dicendo.

    La maggior parte dei siti hanno cookie propri, che hanno lo scopo di misurare le performance del sito stesso, oppure di facilitare la navigazione salvando password e codici di accesso.

    Ma esistono anche i cookie di terze parti. Cosa sono?

    Sono i cookie, presenti nel sito che stai navigando ma che non appartengono al sito stesso, sono di altri siti, tipicamente utilizzati per proporre pubblicità pertinenti ai tuoi gusti, solitamente contenuti in pubblicità di altri servizi o prodotti non del sito stesso.

    Ne incontri moltissimi sui siti di informazioni, di quotidiani e riviste on line, ma anche di portali specifici sui diversi argomenti, dal materasso alle case ideali per la vacanza.

    Quando navighi cercando risposte su soggetti specifici, ti imbatterai sicuramente in questo tipo di cookie.

    Altre aziende tracciano la tua navigazione, punto.

    E i dati sono anche raccolti da agenzie specializzate che poi vendono queste informazioni alle agenzie marketing, per creare campagne mirate e profilate.

    Nel 2019 Google ha annunciato che nei due anni successivi avrebbe disapprovato l’uso di questi cookie.

    Browser come Safari e Firefox hanno anticipato Google e già bloccano questi cookie.

    Quindi le cose cambieranno parecchio per il marketing digitale.

    Ho fatto una riflessione su questo avvenimento

    Fino a quando non sarà sviluppato un sistema di tracciamento non così invadente e lesivo della privacy, e ce ne sono allo studio, si dovranno utilizzare canali e strumenti alternativi per mantenere le performance del marketing e di conseguenza del commerciale.

    In ambito business, la e-mail non è mai morta. Usata correttamente è ancora il sistema che garantisce un rapporto rendimento Vs spesa, superiore anche alle sponsorizzate sui social.

    Sicuramente, se un’azienda lavora prevalentemente con privati, la e-mail non è il top, ma il punto focale è questo:

    “Si deve creare un circolo virtuoso che racchiuda alcune specializzazioni del marketing che, messe assieme, consentano di raggiungere le migliori performance.”

    Quali sono?

    Raccogliere nominativi interessanti tramite campagne informative senza forzare la pubblicità sulle persone (inbound marketing e permission marketing), preparare contenuti interessanti da distribuire su diversi canali, (content marketing e storytelling).

    Comunicare poi in modo intelligente, costante e diretto con il potenziale cliente (nurturing e direct marketing)

    E questo è il ciclo eterno del marketing, semplificato.

    Raccogliere nomi di potenziali clienti, su cui fare marketing, per poi vendere servizi, e poi raccogliere nominativi, ecc. ecc.

    In quest’ottica, anche strumenti “antichi” come l’e-mail marketing dovrebbero essere presi in considerazione in una strategia digitale completa.

    Proprio per la loro capacità di non dipendere da decisioni o vincoli posti da altri (google ad esempio) nel raggiungere la persona con cui desideri promuoverti. Naturalmente l’ideale è avere persone interessate ai nostri argomenti.

    In quest’era di flessibilità obbligatoria, anche un nuovo/vecchio strumento deve essere valutato attentamente e fra i possibili mezzi da utilizzare.

    Partendo sempre dallo studio di una buona strategia.

    Spero di averti dato qualche spunto di riflessione.


    Mauro Apperti

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      Un sostegno concreto grazie al bando 2021 per la digitalizzazione delle imprese. (codice 21HT)

      Pubblicato il nuovo bando 2021 per contributi a supporto della digitalizzazione come supporto per le imprese del territorio, è possibile ottenere significatici contributi a fondo perduto.

      Un’opportunità da non perdere per la crescita della propria azienda.

      Pubblichiamo di seguito alcuni estratti dal bando pubblicato dalla Camera di Commercio di Vicenza

      Se desideri maggiori informazioni per usufruire del bando relativamente a siti web ed e-commerce contattaci al 0445 952086.

      Oppure scrivi a [email protected]

       

      Estratti del bando 2021

      Articolo 1 – Finalità

      La Camera di Commercio di Vicenza intende sostenere le imprese del territorio nell’affrontare la situazione di crisi causata dall’emergenza COVID-19, favorendo la continuità delle attività e la ripresa delle stesse.

      Con il presente bando si intende sostenere, tramite l’erogazione di contributi a fondo perduto, investimenti e spese in tecnologie digitali, software, applicativi e servizi specialistici, anche finalizzati ad approcci green oriented, che consentano di:

      • implementare nuovi modelli organizzativi, mediante l’adozione di strumenti e sistemi tecnologici, che consentano di attivare forme di flessibilità del lavoro, tra cui smart working e il telelavoro;
      • incrementare la telematizzazione delle attività sia di back office che di front office, anche mediante l’adozione di infrastrutture tecnologiche e l’adozione di piattaforme per l’erogazione e l’acquisizione remota di servizi online;
      • migliorare l’efficienza aziendale tramite adozione di tecnologie e soluzioni Cloud, che consentano l’archiviazione sicura dei documenti, l’accesso alle risorse documentali da remoto e da qualsiasi device, la condivisione dei documenti e, quindi, la collaborazione «a distanza»;
      • fruire della connettività a banda larga e ultra-larga, quindi del collegamento alla rete internet, mediante qualsiasi tecnologia (ADSL, fibra ottica, 3G, 4G, satellitare, radio, altro).

       

      Articolo 3 – Soggetti beneficiari

      Possono beneficiare delle agevolazioni di cui al presente bando le imprese di tutti i settori economici, aventi sede legale e/o unità locali nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Vicenza, ed in regola con il pagamento del diritto annuale (entrambi questi due ultimi requisiti devono sussistere almeno al momento della liquidazione del contributo).

       

      Articolo 6 – Contributo

      Il contributo è di € 2.000,00 per una spesa minima di € 4.000,00.

      Il contributo è di € 4.000,00 per una spesa minima di € 8.000,00.

      Non è previsto un limite massimo per i costi sostenuti dall’impresa, ma non è ammesso il passaggio da una soglia all’altra di importo del contributo dopo la presentazione della domanda di contributo, salvo quanto specificato nell’articolo 9 del presente bando, né in sede di rendicontazione.

       

      Articolo 8 – Spese ammissibili e termini di inizio e fine degli investimenti

      Il presente bando prevede lo sviluppo di attività di digitalizzazione e innovazione.

      Sono considerate ammissibili le spese, al netto dell’IVA, dettagliate in fattura, sostenute e interamente pagate nel periodo che decorre dal 1° gennaio 2021 fino al 30 settembre 2021, cioè le fatture devono risultare emesse e i pagamenti devono risultare effettuati nell’arco temporale sopra indicato.

      Il presente bando prevede lo sviluppo di attività di digitalizzazione e innovazione tecnologica e considera ammissibili le spese di consulenza e costi di servizio relativi a:

      tecnologie di innovazione digitale 4.0:

      • robotica avanzata e collaborativa
      • manifattura additiva e stampa 3D
      • prototipazione rapida
      • sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (VR) e realtà aumentata (RA)
      • interfaccia uomo-macchina
      • simulazione e sistemi cyber-fisici
      • integrazione verticale e orizzontale
      • internet delle cose (IoT) e delle macchine
      • cloud, fog e quantum computing
      • cybersicurezza e business continuity
      • big data e analisi dei dati
      • ottimizzazione della supply chain e della value chain
      • soluzioni per la gestione e il coordinamento dei processi aziendali con elevate caratteristiche di integrazione delle attività aziendali e progettazione ed utilizzo di tecnologie di tracciamento (RFID, barcode, ecc.)
      • intelligenza artificiale
      • blockchain
      • sistemi di e-commerce
      • sistemi di pagamento mobile e/o via internet e fintech
      • sistemi EDI, electronic data interchange
      • geolocalizzazione
      • tecnologie per l’in-store customer experience
      • system integration applicata all’automazione dei processi
      • piattaforme di e-commerce (b2b e/o b2c)

      Sono inoltre ammissibili spese di consulenza e costi di servizio per:

      ➢ software gestionale e/o per servizi all’utenza (es. siti web, app, integrazioni con provider, servizi a pagamento, sistemi di delivery, ecc);

      ➢ servizi per la connettività, compresa la Banda Ultralarga;

      ➢ consulenze e perizie rilasciate da ingegneri o periti industriali iscritti nei rispettivi albi professionali finalizzate all’analisi e all’attestazione dell’interconnessione dei beni 4.0 ai sistemi aziendali (articolo 1, comma 1062, della legge di bilancio2021);

      ➢ canoni di leasing per beni materiali/strumentali 4.0 (solo quelli sostenuti e pagati nel periodo che decorre dal 1° gennaio 2021 fino al 30 settembre 2021).

      I dati qui riportati sono parziali e a puro scopo indicativo, non intendono essere esaustivi ne validi per la partecipazione o informazioni sul bando.

      Per informazioni complete ed esatte riguardo il bando, la sua applicazione e regole, è necessario fare riferimento al sito delle Camera di Commercio di Vicenza, di qui troverete il link qui sotto.

      Per il bando completo, la modulistica e le modalità di invio telematico della domanda CLICCA QUI.


      Mauro Apperti

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