Il cookie è morto… evviva l’e-mail marketing.

 

Titolo un po’ provocatorio lo ammetto, ma il mio intento è di catturare l’attenzione, per poi passarti il messaggio, come dovrebbe fare ogni buon annuncio pubblicitario, digitale o cartaceo che sia. Giusto?

Sia come sia, nei prossimi mesi, o quasi sicuramente entro il 2022, la pubblicità digitale e le attività marketing digitali si troveranno ad affrontare un cambiamento molto, molto importante.

Un veloce passo indietro cosa sono i cookie.

Il concetto e il termine cookie, che letteralmente significa “biscotto”, derivano da una tecnica nota in ambiente informatico già dagli anni ’80 e utilizzata per poter identificare uno specifico software che si connette ad un server.

Il loro primo utilizzo in ambito web risale al 1994 quando furono usati per controllare se i lettori del sito di Netscape, allora famoso browser per la navigazione, lo avessero già visitato in precedenza o meno.

Nel 1995 la gestione dei cookie è stata integrata in Internet Explorer, e da lì in avanti l’evoluzione e la diffusione di questi cookie è stata costante.

In poche parole il cookie può essere utilizzato, ma ci sono anche altri utilizzi, per avere un sistema che consente di creare un profilo dell’utente tramite il tracciamento della sua navigazione sul web

Quali siti visita, quali filmati o foto guarda, da quali pagine entra, da quali pagine esce, cosa ricerca su Google, e via dicendo.

La maggior parte dei siti hanno cookie propri, che hanno lo scopo di misurare le performance del sito stesso, oppure di facilitare la navigazione salvando password e codici di accesso.

Ma esistono anche i cookie di terze parti. Cosa sono?

Sono i cookie, presenti nel sito che stai navigando ma che non appartengono al sito stesso, sono di altri siti, tipicamente utilizzati per proporre pubblicità pertinenti ai tuoi gusti, solitamente contenuti in pubblicità di altri servizi o prodotti non del sito stesso.

Ne incontri moltissimi sui siti di informazioni, di quotidiani e riviste on line, ma anche di portali specifici sui diversi argomenti, dal materasso alle case ideali per la vacanza.

Quando navighi cercando risposte su soggetti specifici, ti imbatterai sicuramente in questo tipo di cookie.

Altre aziende tracciano la tua navigazione, punto.

E i dati sono anche raccolti da agenzie specializzate che poi vendono queste informazioni alle agenzie marketing, per creare campagne mirate e profilate.

Nel 2019 Google ha annunciato che nei due anni successivi avrebbe disapprovato l’uso di questi cookie.

Browser come Safari e Firefox hanno anticipato Google e già bloccano questi cookie.

Quindi le cose cambieranno parecchio per il marketing digitale.

Ho fatto una riflessione su questo avvenimento

Fino a quando non sarà sviluppato un sistema di tracciamento non così invadente e lesivo della privacy, e ce ne sono allo studio, si dovranno utilizzare canali e strumenti alternativi per mantenere le performance del marketing e di conseguenza del commerciale.

In ambito business, la e-mail non è mai morta. Usata correttamente è ancora il sistema che garantisce un rapporto rendimento Vs spesa, superiore anche alle sponsorizzate sui social.

Sicuramente, se un’azienda lavora prevalentemente con privati, la e-mail non è il top, ma il punto focale è questo:

“Si deve creare un circolo virtuoso che racchiuda alcune specializzazioni del marketing che, messe assieme, consentano di raggiungere le migliori performance.”

Quali sono?

Raccogliere nominativi interessanti tramite campagne informative senza forzare la pubblicità sulle persone (inbound marketing e permission marketing), preparare contenuti interessanti da distribuire su diversi canali, (content marketing e storytelling).

Comunicare poi in modo intelligente, costante e diretto con il potenziale cliente (nurturing e direct marketing)

E questo è il ciclo eterno del marketing, semplificato.

Raccogliere nomi di potenziali clienti, su cui fare marketing, per poi vendere servizi, e poi raccogliere nominativi, ecc. ecc.

In quest’ottica, anche strumenti “antichi” come l’e-mail marketing dovrebbero essere presi in considerazione in una strategia digitale completa.

Proprio per la loro capacità di non dipendere da decisioni o vincoli posti da altri (google ad esempio) nel raggiungere la persona con cui desideri promuoverti. Naturalmente l’ideale è avere persone interessate ai nostri argomenti.

In quest’era di flessibilità obbligatoria, anche un nuovo/vecchio strumento deve essere valutato attentamente e fra i possibili mezzi da utilizzare.

Partendo sempre dallo studio di una buona strategia.

Spero di averti dato qualche spunto di riflessione.


Mauro Apperti

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